Sempre più perplessa, ma questa è solo una MIA opinione, vado a leggermi la norma che dice che i contribuenti, che aderiscono al nuovo regime dei minimi dall'1/1/2008, devono operare la rettifica della detrazione Iva (come previsto dall'art. 19-bis 2 DPR 633/72) per restituire all'Erario l'Iva già detratta in anni precedenti.
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In pratica la regola dice che, quando una attività Iva cambia il proprio regime, e in questo caso un contribuente ordinario che diventa "minimo" passa da una condizione in regime Iva a una di operazioni fuori campo Iva (come dice l'art. 1, comma 100 della Finanziaria 2008), deve "restituire una certa parte di Iva che aveva già recuperato, ovvero:
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- verificare quali sono i beni e i servizi ancora in azienda al 31/12/2007, quindi i beni strumentali, ammortizzabili e non, ma non quelli di valore anche inferiore a Euro 516.46;
- preparare un prospetto con tutto l'elenco e la valorizzazione dei beni e della relativa Iva (per i beni strumentali calcolata in quinti - o decimi se beni immobili -)
- versare l'Iva che ne deriva in unica soluzione oppure in cinque rate costanti, ma senza interessi (prima o unica rata scandenza 17 marzo 2008);
- evidenziare il conteggio in dichiarazione Iva 2008 (rigo VA45)
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Ditemi tutto ma non che è un regime semplice, solo per come sta partendo, con queste complicazioni e quelle sulle ritenute d'acconto. Non dimentichiamoci che se per disgrazia si dovesse superare il limite di Euro 30.000 in corso d'anno occorrerà un bel lavoro per "recuperare tutto dall'inizio", e lasciamo perdere cosa succederebbe in caso di accertamento ...
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Considerazione finale di contorno: non pensate che con tutto questo lavoro intorno caleranno di molto le parcelle dei commercialisti ...
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Update del 6 marzo 2008: per quelli meno pratici nelle ricerche il codice si trova
clikkando qui